“Durante la Seconda guerra mondiale, Tsutomo Yamaguchi, ingegnere navale di Nagasaki, si trovò in trasferta a Hiroshima proprio il 6 agosto 1945. Stava per prendere il treno che doveva riportarlo a casa, quando, alle 8 e 15, scoppiò la bomba atomica. Si ustionò, ma se la cavò. Il giorno dopo, fasciato come una mummia, riuscì a partire per Nagasaki e la mattina del 9 agosto addirittura si presentò in ufficio. Neanche il tempo di raccontare ai colleghi quel che gli era capitato a Hiroshima tre giorni prima, che Yamaguchi, erano le 11 e 02, venne scagliato a terra dalla bomba atomica di Nagasaki. Ma anche quella volta restò in buona salute, sfuggendo perfino le conseguenze delle radiazioni e cavandosela soltanto con una mezza sordità all’orecchio sinistro.
E’ ancora vivo, credo. L’episodio mi è tornato in mente allorché, l’altroieri, ho notato sui giornali l’ultimo poderoso intervento di Luca di Montezemolo, uno che, nella vita, ha avuto anche più culo di Yamaguchi.”
Non sarà stata la squadra-tipo, non saranno nel top della forma perchè stressati dal lavoro del ritiro, sarà che non era la partita della vita. Ma l’Italia di ieri era proprio fastidiosa. Bene la touche, bene la mischia. Poco del resto
”…E il menù vegetariano? In un pub? Dei vegetariani in un pub? Per il loro stesso bene, ai vegetariani non si dovrebbe mai permettere di assaggiare una buona birra. Serve solo a renderli agitati e bellicosi, ma poi gli mancano la forza fisica e la natura aggressiva per dare seguito a una qualsiasi affermazione fatta sotto l’effetto dell’alcol.” Anthony Bourdain
“Oggi (voi radicali) avete cambiato idea, siete diventati la retrovia del giustizialismo politico e avete ridicolizzato le giuste campagne contro il sovraffollamento delle carceri.
Non c’è alcun motivo per cui Papa (di cui non so niente, e niente mi interessa) e molti altri che non fuggono, non inquinano e non reiterano debbano attendere in carcere il processo e la sentenza. Di certo, prima del carcere, ci sono altre misure cautelari a disposizione dei magistrati. Misure diverse dal carcere, come predicavano ogni giorno i radicali prima di razzolare male. Molto male.”
“Tra gli interventi svolti ieri alla Camera dei deputati sull’autorizzazione all’arresto dell’onorevole Papa, poi brillantemente andato in porto, particolarmente acuto e convincente è sembrato quello dell’onorevole radicale Rita Bernardini. La quale ha sostenuto questo: essendo indiscutibile che, in Italia, vige un uso diffuso e inaccettabile della carcerazione preventiva; essendo questo ingiusto; essendo evidente che a questa pratica andrebbe posto rimedio, anche se il governo non ha mosso un solo passo in questa direzione; risultando accertato che la popolazione rinchiusa nelle carceri nazionali è costituita per il 40 per cento da detenuti in attesa di giudizio; considerando altresì che la metà di quel 40 per cento verrà senz’altro assolta, ciò che costituisce una vergogna, a questo punto siamo favorevoli che la carcerazione preventiva, vale a dire quella stessa vergogna, se la succhi anche l’onorevole Papa. L’onorevole Bernardini ha confermato così quanto i Radicali siano davvero radicali. Possono stare per quarant’anni senza nemmeno sfiorarlo, Caino, ma quando decidono se lo inculano vivo.”
La prossima volta che i nostri sapientoni giornalisti e tecnici italiani parleranno di “apertura che non placca” si ricordino di mettere anche Carter tra gli esempi
(Source: on-cl0ud-nine, via rightrugby)